Istituto Comprensivo "Giosuè Carducci"
Scuola Secondaria di Primo Grado
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La Laguna di Marano

Caratteristiche

Le lagune di Marano Lagunare e di Grado, che formano un complesso unico anche se ben distinguibili fra loro, sono le più settentrionali del Mare Adriatico e dunque dell'intero Mediterraneo.  
     Il sistema lagunare friulano è delimitato ad est dal Fiume Isonzo e a vest dal Fiume Tagliamento, lungo un arco di circa 32 km, di una larghezza media di circa 5 km e una superficie complessiva che si aggira sui 16.000 ettari.  
       Le lagune sono chiuse verso il mare da un cordone di isole e di banchi sabbiosi più o meno persistenti e di cui le entità più rilevanti sono le isole Martignano, Sant'Andrea, Buso, Morgo, Grado, i Banchi d'Orio e Mula di Muggia.  
     L'origine delle lagune risale ai movimenti relativi all'innalzamento del livello marino e corrispondente abbassamento delle pianure del periodo postglaciale e può essere datata quindi a circa 5-6000 anni fa. Di conseguenza, gli estuari dei fiumi che scendevano nell'Adriatico, hanno formato dei sistemi con notevole apporto laterale tendenti costantemente a formare un complesso chiuso, in continua evoluzione dinamica essendo contrastato dalle azioni delle maree e delle correnti.  
   L'arco dei lidi esterni che separa le lagune dal mare aperto ha subito una numerosa serie di spostamenti, tanto che si è accertata l'esistenza, in epoca romana, di un unico complesso esteso dal Po all'Isonzo, in seguito frammentato per la concomitante oscillazione marina (bradisismi ed eustatismi) e lo sviluppo dei sistemi deltizi dei grossi fiumi.  

 

     Le attuali lagune di Marano e Grado sono suddivisi normalmente in sei diversi bacini che corrispondono allo sbocco di altrettanti fiumi immissari che da est verso ovest sono precisamente: il bacino di Primero, di Grado, di Morgo, di Porto Buso, di Sant'Andrea e di Lignano.  
     La laguna di Marano, che costituisce la parte più occidentale del sistema friulano, è caratterizzata da un più elevato apporto idrico dato che qui sboccano tutti i maggiori fiumi di risorgiva della bassa pianura.  
     Le escursioni di marea, tenuto conto del fatto che ci si trova in una posizione estrema dell'Adriatico, sono piuttosto forti, con oscillazioni comprese fra valori normali di 60 cm circa e punte massime sizigiali di circa 100 cm.  
     Lo scambio idrico fra la laguna ed il mare aperto è pertanto notevole essendo la velocità delle correnti variabile fra 20 e 50 cm/sec a seconda delle varie bocche.  
     Per quanto riguarda il clima sarà sufficiente dire che la piovosità media annua è pressappoco di 1000 mm e le temperature medie annue si aggirano intorno ai 9 gradi centigradi, permettendo così di attribuire la zona ad una fascia climatica temperato calda, o in termini fitoclimatici, del laureto, anche se questi dati si riferiscono però alla fascia costiera interna.  
     Nella laguna vera e propria infatti, dato il piccolo spessore delle acque, vi è una fortissima evaporazione a cui conseguono notevoli escursioni delle temperature con fenomeni quindi di continentalismo termico diurno. E' anche il caso di ricordare che vaste porzioni della laguna gelano negli inverni particolarmente rigidi.  
     Molto interessante, per la conseguenza sui fenomeni biologici generali, è il fatto che i fiumi immissari possiedono una portata annua pressoché costante e valutabile intorno ai 70 mc/sec, per il solo settore di Marano, e che riesce a garantire un apporto di sostanze nutritive, nonché una ossigenazione notevole delle acque che sono il presupposto di una abbondante popolazione vegetale ed animale.  
     La salinità media delle acque lagunari differisce notevolmente nei vari settori; è comunque molto inferiore nella laguna di Marano rispetto a quella di Grado. Mentre i valori del Golfo di Trieste si aggirano intorno al 35-37 per mille, la concentrazione all'interno della laguna scende a valori medi compresi fra il 25 e 30 per mille a seconda del regime di marea e delle varie zone, per cui in realtà si possono rilevare valori estremi oscillanti fra il 5 ed il 33 per mille.  

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 l territorio e il suo insediamento

    Nel corso del tempo, questo territorio ha subito particolari trasformazioni che hanno influito non solo su di esso, ma anche sui gruppi che vi abitavano.  
     La prima descrizione di quest'area lagunare risale all'età romana.  
     Lo storico Plinio il vecchio parla della colonia di Iulia Concordia, dei fiumi e dei porti importanti di quel territorio, come Reatinum, Tiliaventum Maius e Minus, (Tagliamento maggiore e minore) altri fiumi Alsa, Natiso ecc..  
     Plinio parlando del Tagliamento, mette in evidenza la sua importanza, dividendolo in due parti, maggiore e minore; perché allora il fiume arrivava al mare attraverso due rami e non con uno solo, come avviene attualmente.  
     In altre lo storico Plinio, illustrando questo tratto del litorale dell'Alto Adriatico parla anche di altri fiumi, di porti e di alcune colonie, come, per il nostro territorio, la colonia di Aquileia.  
     La linea di costa, in età romana, era più arretrata e gli specchi lagunari segnavano il limite tra la costa e il mare aperto.  
     Durante quel tempo, con ogni probabilità, quei luoghi erano vie di comunicazione per un commercio che si svolgeva tra Ravenna ed Aquileia.  
     Anche più tardi, dopo il 1000, la processione che aveva luogo ad Altino ed Aqileia, attraverso lagune e canali, in occasione della festività di S. Ermacora, ci offre una testimonianza dell'esistenza di una vita per acque interne.  

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     In conclusione così doveva presentarsi il litorale dell'Alto Adriatico, compreso tra Venezia e Grado: lungo il mare correvano i cordoni dunosi e che ancora oggi sopravvivono nelle diverse isole che chiudono la laguna di Venezia e quella di Marano e di Grado. Tali cordoni dunosi ora erano interrati da fiumi che sfociavano direttamente in mare, ora venivano a chiudere ampi spazi lagunari. Per rendere intercomunicanti tra loro questi specchi lagunari l'uomo dovette intervenire con una serie di opere idrauliche in modo da permettere una navigazione per acque interne continua, sicura e tranquilla.

 

N.B. Per altre immagini di Marano e 
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Ultimo aggiornamento: 28-giu-2004