Si estende ad est di Porto
Buso, separata
dalle foci dell'Isonzo dalla vasta bonifica del
Fossalon.
E' divisa in una laguna occidentale e una orientale dalla strada che
congiunge Belvedere all'isola di Grado, attraversando le velme su un lungo
argine.
La parte occidentale della laguna di Grado non differisce molto da quella di
Marano ma, rispetto a questa, possiede lungo la linea esterna tutto un vasto complesso
formato da valli da pesca più o meno attive.
Grado e la Laguna
Gli argini delle valli uniscono un gran numero di isolotti e barene
preesistenti su alcuni dei quali sorgono "casoni" isolati, spesso circondati da
alberi anche di grandi dimensioni (pini di diverse specie, querce, olmi, ecc.)
Essenze vegetali a rapida crescita come acacie, salici, tamerici, vengono
anche piantate per rassodare gli argini, continuamente sottoposti all'erosione provocata
dal moto ondoso.
Il paziente e costoso lavoro di ripristino degli argini, da parte di
vallicoltori, è spesso reso vano dall'enorme numero di imbarcazioni da diporto che,
durante i mesi estivi, percorrono a velocità sostenuta gli stretti canali, provocando
onde di entità tale da generare il lento ma continuo smantellamento delle
opere.
Anche in questo caso appare evidente come i una gestione della cosa pubblica
che voler tener conto delle esigenze, si debba cercare di prevedere le possibili
situazioni di antagonismo tra i vari settori come, nel caso in questione, pesca e turismo.
Sarebbe sufficiente in qualche caso far osservare i limiti di velocità nei canali per
limitare il danno o, quanto meno, regolare il traffico delle imbarcazioni, che aumenta
pericolosamente di anno in anno.
La vallicoltura su basi più moderne è forse una risorsa per l'avvenire, ma
affinché divenga veramente trainante - come produzione primaria di alimenti pregiati - si
deve in primo luogo conservare l'ambiente in cui si pretende di esercitare questa
attività.