Il bambino ateniese passava la sua prima infanzia
fra le mura di casa, allattato dalla madre o, più spesso, da una nutrice. Finché
il bambino non andava a scuola era la madre dunque, aiutata dalle donne di casa,
a occuparsi interamente della sua crescita e della sua educazione. Madre e
nutrice cantavano al piccolo nenie e ninnananne e, non appena aveva l'età per
comprenderle, gli raccontavano storie tradizionali e favole che costituivano il
suo primo insegnamento morale.
Il clima mite di Atene permetteva ai bambini di giocare
nel gineceo completamente nudi o, comunque,poco coperti. Piccoli animali quali
cani, gatti o topolini, facevano la loro felicità, ma possedevano anche
numerosi giocattoli: palline, carrettini, animaletti muniti di ruote, pentolini
e bambole, a volte dotate persino di articolazioni. Presto imparavano anche a
costruirsi da sé i giocattoli con argilla, gusci di frutta secca, bastoncini di
qualsiasi tipo.