Istituto Comprensivo "Giosuè Carducci"
Scuola Secondaria di Primo Grado
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Le Abitazioni

Mobili Vasellame Igiene Famiglia Pranzi e banchetti Abbigliamento

    Naturalmente c’erano diversi tipi di case, a seconda se ci si trovava in città o in campagna, se vi abitava una famiglia ricca o una povera.

  In città: per es. l’artigiano viveva in una casa posta in un gruppo di costruzioni con altre dieci famiglie. La casa era costruita attorno a un cortile con un altare di famiglia per le offerte agli dei, era separata dalla strada da alte mura e da un robusto cancello. La casa era ben organizzata, con stanze per cucinare, per intrattenere gli ospiti e per stivare e vendere i manufatti; c’erano inoltre stanze private per la famiglia, camere da letto, stanze da lavoro per le donne e le loro schiave.

Le famiglie molto ricche vivevano in eleganti palazzi, con un grande porticato d’entrata decorato con colonne di marmo. Quelle case erano progettate per impressionare i visitatori con la ricchezza e il senso estetico, ma anche per fornire abitazioni confortevoli.

La maggior parte delle informazioni a nostra disposizione sulle case greche d’epoca classica ci viene, però, da fonti scritte che si riferiscono ad Atene. Qui esistevano vari tipi di case, anche se quasi tutte erano alquanto modeste. Le più semplici erano caverne scavate nella roccia o minuscole costruzioni addossate a pareti di roccia. Fra le abitazioni dotate di fondamenta il modello più comune aveva un solo piano, suddiviso in due o tre locali molto piccoli. Quando i piani erano due, quello superiore aveva un ingresso separato cui si accedeva mediante una scala di legno esterna; in tal modo, qualora fosse necessario, era possibile affittare i locali al secondo piano senza perdere la propria indipendenza.

Le costruzioni erano molto povere, fatte di legno, mattoni crudi e ghiaia, e senza dubbio contribuiva a tenerle in piedi il fatto che fossero addossate l’una all’altra. I tramezzi erano molto leggeri perciò intrufolarsi dentro era molto facile; inoltre, gli interni erano così angusti che le porte potevano aprirsi solo verso l’esterno.

Le finestre, prive di vetri, erano molto piccole appena sufficienti a far passare l’aria, che si chiudevano con pannelli opachi per tener fuori freddo, pioggia e sole. Generalmente non esisteva un locale adibito a cucina e i cibi venivano cucinati all’aperto.

Ad Atene esistevano anche alcune case collettive, in cui abitavano più famiglie. Sembra che la maggior parte dei benestanti vivesse nei dintorni della città o nella campagna circostante, dove si trovavano i loro possedimenti e lo spazio abbondava.

Dagli scavi archeologici fatti a Olinto, nel nord della penisola balcanica, sappiamo che, intorno al IV secolo a.C., esisteva un tipo di casa destinata a strati sociali piuttosto agiati che possiamo considerare tipica dell’epoca classica. Si tratta di una costruzione a pianta quadrata al cui centro era un cortile sul quale affacciava un portico. Un vestibolo d’entrata immetteva nel cortile; tutte le altre stanze si aprivano sul portico che era generalmente rivolto a mezzogiorno, così da garantire una miglior esposizione alla luce solare. Al pianterreno si trovavano un ampio soggiorno, a nord dietro il portico, dal quale riceveva tutta la luce; la sala dei simposi, e infine una sala da pranzo fiancheggiata dal bagno e dalla cucina. Al piano superore erano la camera nuziale, il gineceo (sala riservata alle donne e ai bambini) e la stanza degli schiavi domestici.       

 

 

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Ultimo aggiornamento: 28-giu-2004