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Istituto Comprensivo
"Giosuè Carducci" |
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"Il 900:il secolo di Lignano" INTERVISTA A MARCO MARIN
La persone che intervistin cumò al è Marco Marin, dissendent dal prin albergator ch’al à mitût pît a Lignan realizant e costruint, come che o vin sintût chê altre volte, al è stât il prin albergo di Lignan. Allora chiediamo al signor Marin di dirci un po’ di storia della sua famiglia, della nascita di questa avventura qui a Lignano e qualcosa riguardo la situazione attuale e della sua attività.
Le origini della famiglia Marin risalgono a Venezia: un ramo della famiglia da Venezia si spostò a Marano Lagunare, dove mio nonno nel 1800 fu anche sindaco per parecchi anni. Nel paese avevano delle proprietà terriere e delle valli da pesca. La decisione di mio nonno di venire a costruire un albergo a Lignano, quella volta naturalmente spiaggia era deserta, però deve essere stato splendido vedere la spiaggia in quell’epoca ancora allo stato naturale. E’ un po’ difficile sapere il motivo che lo ha spinto a fare questa iniziativa, ma certamente l’idea è stata geniale. Si è trovato anche a combattere le ostilità di tutti perché nessuno credeva che un albergo a Lignano in quegli anni avesse un futuro. Sicuramente la volontà di farlo abbinato alla genialità hanno portato al risultato che dopo si è visto negli anni. La costruzione dell’”Albergo Marin” che venne iniziato nel 1903 veniva fatta portando dei materiali da Marano per via mare con le barche; il materiale veniva scaricato dove oggi c’è lo “Sbarco dei pirati” in fondo alla vecchia Darsena a Lignano Sabbiadoro e con dei “tram a cavalli” veniva portata la roba per la costruzione dell’albergo. L’albergo all’inizio era fatto su due piani, neanche una quarantina di camere, i bagni erano uno per piano e servivano circa una decina o quindicina di camere. Naturalmente all’epoca era un albergo di gran lusso perché i tempi non erano quelli attuali, ma ben diversi, quindi il problema si poneva anche per cercare una clientela che naturalmente non era così vasta come è adesso la fascia delle persone che potevano permettersi di andare in ferie, ma era limitata solamente a una determinata categoria di persone, all’epoca naturalmente i nobili (conti, baroni), questa fascia di persone. La clientela, oltre a quella italiana della zona, era ungherese, austriaca e tedesca. Questi clienti quindi affrontavano dei viaggi perigliosi e anche lunghi, perché per raggiungere Lignano penso che ci volessero più di un paio di giorni, però quando arrivavano nell’albergo la loro permanenza era di oltre un mese. Non era come adesso che ci ritroviamo con due o tre giorni di ferie, ma erano ferie molto lunghe.
I primi turisti da dove venivano e con che mezzi arrivavano a Lignano?
Arrivavano con il treno, poi andavano a Marano e da lì con la barca venivano portati a Lignano. Quindi non arrivavano da Latisana come adesso potremmo pensare, perché c’era la palude che è stata bonificata dopo: nel periodo fascista ci sono state le grandi bonifiche fra Latisana e Lignano. All’inizio, nel 1903, si raggiungeva Lignano via mare. Oltre ai turisti stranieri di cui abbiamo parlato prima austriaci, ungheresi, cecoslovacchi, tedeschi c’erano anche dei turisti italiani della zona. All’epoca le pavimentazioni erano in legno come tutta la struttura; le cucine, tutti i servizi erano sotto nello scantinato, nel paino terra c’erano le sale con il ricevimento e due piani di camere. Per l’acqua potabile c’è ancora il pozzo artesiano che pescava l’acqua dalla falda, abbiamo lasciato ancora la struttura del pozzo perché si veda dov’era. Non è più utilizzabile, ovviamente e veniva preso dalla falda che passava lì sotto, c’era anche acqua abbastanza tiepida, non dico calda, ma tiepida sì, non con i gradi che ha ad Aprilia Marittima, per esempio, ma comunque abbastanza tiepida. Per l’elettricità avranno avuto un generatore. Come organizzazione ovviamente quella volta nell’albergo, in proporzione ad adesso, c’erano molti più dipendenti. Infatti ci sono delle foto, non del 1903 ovviamente ma successive, comunque anche negli anni ’50 si vede che ci sono 7 o 8 dipendenti che sono più o meno il numero che abbiamo adesso con le camere che invece c’erano quella volta: cioè da 90 camere che sono le attuali alle 40 di quella volta, vediamo che il personale più o meno è quasi lo stesso, ma perché? Perché il motivo è legato innanzitutto al livello di qualità dell’albergo in quanto quella volta poteva essere paragonato ad un attuale “5 stelle” anche se non si possono fare paragoni per l’epoca. Quindi c’era un servizio migliore. E poi il costo della manodopera che naturalmente all’epoca era inferiore a quello che c’è adesso e il problema di avere personale in esubero non incideva nell’economia aziendale come incide adesso. Inoltre oggi ci sono questi nuovi macchinari che aiutano nella gestione. La provenienza del personale era della zona di Marano o limitrofe, salvo qualche caposervizio che veniva anche da fuori, dalla Toscana, parecchi dal Veneto, dall’alto Friuli qualche cuoco veniva giù e si è fermato anche per parecchi anni.
Lui al à dit che si tratave di feriis che duravinb plui o mancul un mês o ancje plui, parcè che al era cussì dificil e lunc il viaç par rivâ chi che no convignive rivâ par une setemane come che magari si fâs al dì di vuei. Ce mût si davualgevie une vacanze tipo in chel periodo a Lignano? Si podial ricostruî rispiet al lûc dulà ch’al si cjatava l’albergo chê volte cuant che Lignan al jere cussì diviars dal dì di vuei, cualis jerino lis atrativis? Ce fasevino i turiscj all’inizi dal secul a Lignan, ce mût vivevano la lôr vacance?
Diciamo che i primi che arrivarono in quegli anni a Lignano erano… intanto il periodo era lungo perché era un modo di vivere diverso da quello attuale: i tempi erano molto più lenti, chi aveva la possibilità di andare in ferie, quindi aveva molto tempo da stare via e si allungavano che di un o due mesi queste ferie. Quando arrivavano nell’albergo, probabilmente oltre a stare nella spiaggia vivevano la realtà dell’albergo perché oltre a questo non c’era nulla quindi si ritrovavano. C’era un modo di vivere diverso: la sera quando dovevano andare a cena le signore si cambiavano, si mettevano l’abito da sera; c’era un modo di vivere assieme molto di più rispetto a quello di adesso quando ognuno si fa le proprie ferie ma è molto più indipendente dalla vita dell’albergo. Si faceva una vita più collettiva e sicuramente la natura e il posto incontaminato allettava. All’epoca non c’erano tanti posti inquinati, però probabilmente questo sarà stato un motivo di richiamo turistico.
Come venivano colti i primi turisti dalla popolazione locale tutta dedita all’attività agricola?
Agli inizi, come abitanti, Lignano oltre a qualche pescatore (c’erano capanne di pescatori nella zona del porto vecchi di Lignano) non è che aveva molti abitanti quindi immagino che sia l’iniziativa dell’albergo che l’arrivo di questi turisti fosse visto come un evento eccezionale. Certamente col piacere di veder arrivare gente da fuori, quindi sempre con l’idea di poter dare a loro dell’ospitalità nei limiti di quello che erano in grado di fare. Negli anni successivi, per circa una ventina d’anni, non c’erano altri alberghi: è nato l’Hotel Spiaggia che prima si chiamava Hotel Riuniti, si trovava di fronte alla Terrazza a Mare dove oggi c’è un condominio con le piastrelle verdi; era un grande albergo con un giardino davanti e la famiglia De Minicis aveva costruito e gestiva questo albergo. In seguito fu costruito l’Hotel Italia, che si trovava in Viale Italia appunto, sempre una ventina d’anni dopo. Il boom di Lignano avvenne negli anni ’60, quando c’è stata l’esplosione edilizia e anche alberghiera di Lignano, fino all’immediato secondo dopoguerra non c’era stato un grande sviluppo, lo sviluppo è venuto dopo. Una volta sicuramente d’inverno non c’era turismo a Lignano, le stagioni erano però più lunghe di quelle attuali: si aprivano un paio di mesi prima e si chiudevano verso ottobre, quindi una stagione di oltre sei mesi, mentre attualmente è di circa quattro mesi. Per quanto riguarda la pubblicità dell’albergo, mi risulta che al di là delle conoscenze, perché naturalmente bisognava frequentare un certo tipo di persone, durante il periodo di chiusura dell’albergo, facevano parecchi viaggi sia in Austria che in Ungheria e si fermavano lì per pubblicizzarsi, ma naturalmente pubblicizzavano più l’albergo che Lignano, mentre oggi bisogna pubblicizzare prima Lignano e poi viene l’albergo.
C’è il nome di qualche famiglia o di qualche personaggio famoso che ha frequentato il suo albergo?
Agli inizi mio nonno conosceva molto bene Hemingway. Inoltre dei personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura, parecchi sono stati in cento anni nell’albergo. Tra gli ultimi lo scrittore Carlo Sgorlon, poi tra i personaggi dello spettacolo Milva, Ornella Vanoni; gino Bramieri… sono numerosissimi e non posso ricordarmeli tutti, anche del mondo politico. L’albergo è sempre stato tenuto con continue migliorie perché chiaramente per stare al passo con i tempi doveva essere sempre ammodernato, ma i grandi cambiamenti sono avvenuti nel ’68 quando è stato rivoluzionato tutto, mio padre ha costruito i cinque piani attuali, è stato portato a settanta camere con tutte le camere col bagno, ed è cambiato completamente. Prima era stata fatta una variante mettendo i bagni nelle camere, invece i saloni che erano già ampi all’epoca, non hanno avuto motivo per essere modificati. Infatti i saloni sono ancora tali e quali, è stata fatta una variante negli anni ’30 nella veranda che è all’esterno, mentre i saloni sopra hanno cambiato la pavimentazione, ma la struttura è sempre quella. Invece le cucine, che erano sotto terra come tutti i servizi, sono state portate al piano superiore. Nel ’68 questa grande modifica ha rivoluzionato l’albergo e poi nell’89 abbiamo fatto un ampliamento sul viale Italia con la costruzione della piscina e di altri servizi.
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Ultimo aggiornamento: 28-giu-2004 |