Salvatore Quasimodo
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Poeta italiano,
nato a Siracusa nel 1901 e morto e Napoli nel 1968. I primi versi risalgono agli anni in
cui frequentava l'istituto tecnico Jaci di Messina con G. La Pira e S.
Pugliatti, prima di
trasferirsi a Roma per frequentare il Politecnico. Ma abbandonò ben presto gli studi
universitari per dedicarsi alla letteratura, alternandola con vari mestieri che lo
portarono in diverse regioni italiane finché nel 1934 approdò a Milano. Qui le
peregrinazioni ebbero termine perché cominciò a lavorare nell'editoria e nel 1941 venne
nominato per "chiara forma" professore di letteratura italiana al conservatorio
G. Verdi. Nel frattempo la carriera di poeta si era ormai definita con la pubblicazione su
Solaria delle prime poesie, anticipazioni dei volumi Acqua e terre (1930) e Oboe
sommerso (1932) che aprono la strada all'esperienza dell'ermetismo. L'esperienza della
guerra e dell'occupazione tedesca accentuò quella vena risentita e civile che, per la
verità, era già in Nuove Poesie, a partire da Con il piede straniero sopra il
cuore (1949), Il falso e vero verde (1949), La terra impareggiabile (1958),
Dare e avere (1966). Nel 1959 gli fu conferito il premio Nobel per la letteratura.
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