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"Neoclassicismo"
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Sei anni dopo l'esperienza della politonalità,
nel 1918 fu rappresentata "L'Historie du soldat" di Igor
Stranvisky, in cui il
musicista russo riprendeva l'eredità della musica classica del '700, sia pure filtrata da
una sensibiltà moderna. L'esempio più significativo di questo nuovo linguaggio fu
fornito dallo stesso Stravinsky con "Pulcinella" (1920), un balletto con canto
su temi di Pergolesi.
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"Dodecafonia"
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Dopo
l'esperienza dell' atonalità del Pierrot Lunaire, con l'obbietivo
di dare una regola e una disciplina alla nuova espressione sonora, Schönberg
non ripiegò come Stravinsky verso forme tradizionali, ma diede vita a un
sistema totalmente nuovo, a cui diede il nome di dodecafonia (dal greco:
dolci suoni) in quanto utilizzava tutti i dodici suoni della scala
cromatica oraganizzati in serie (la tecnica di composizione si definisce
perciò anche seriale). Uno degli esempi più significativi di
composizione dodecafonica è "Un sopravvisuto di Varsavia". |
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